Nuove regole riapertura ristoranti dopo il Coronavirus

Dal giorno della chiusura ai primi di marzo 2020, col calo dei contagi del coronavirus si intravede uno spiraglio di luce per ristoranti e pizzerie.

regole ristoranti coronavirus

Le prime ipotesi del governo, in contatto costante con i comitati scientifici per l’emergenza sanitaria, ipotizzano fine maggio 2020 come prima data utile possibile per la riapertura dei ristoranti e delle pizzerie.

Come avevamo previsto, niente sarà però come prima. Vediamo quali potrebbero essere le possibili ipotesi sul futuro di ristoranti e pizzerie dopo la pandemia.

Per evitare nuovi contagi per prima cosa i tavoli devono essere ridotti nelle sale e posizionati ad almeno un metro in linea d’aria l’uno dall’altro.

In teoria dovrebbe essere rispettata la regola del metro di distanza interpersonale ma crediamo che alla fine prevarrà il buon senso con una assunzione di responsabilità tra i commensali.

Le persone allo stesso tavolo ovviamente devono garantirsi reciprocamente di essere immuni o non essere infetti, quindi conviene inizalmente cominciare a frequentare i locali solo per nuclei familiari, per capirci quelli che hanno trascorso insieme la quarantena.

La distanza tra i tavoli deve tenere conto anche dello spazio necessario ai camerieri per servire ai tavoli, quindi ci vorrebbe in teoria una sala con tre metri di spazio tra un tavolo e l’altro con un corridoio centrale di un metro per i camerieri che dovranno probabilmente servire le portate con carrelli lasciati ai tavoli.

Dovremo scordarci il cameriere che ci serva il piatto o la pizza nella vecchia modalità che comporta un pericoloso avvicinamento tra cliente e cameriere.

Con la riduzione dei coperti anche gli ingressi e le prenotazioni nei locali dovranno essere contingentate: facendo meno coperti è un’esigenza di tutti i locali che le persone siano sedute solo per il tempo della consumazione.

Dobbiamo scordarci le serate intere passate seduti in pizzeria a chiacchierare anche dopo aver consumato. Il flusso sarà molto più rapido per dare la possibilità a tutti di poter consumare.

Sarà vietato creare accalcamenti delle persone in attesa fuori ai locali e qualcuno del personale dovrà essere addetto a controllare le file esterne che rispettino le distanze di sicurezza.

Tutto il personale di sala e di cucina dovrà essere dotato di guanti e mascherine e il locale dovrà avere un impianto di condizionamento a norma per garantire un sufficiente ricambio d’aria.

Insomma anche se l’emergenza sta per terminare e si comincia a vedere la luce per bar e ristoranti il futuro non si prospetta per niente facile per varie ragioni.

Innanzitutto la paura della gente: non tutti scenderanno di casa ed andranno allegramente nei locali come prima, un po’ per motivi economici dato che questa crisi ha messo in difficoltà diverse famiglie, un po’ anche per la paura di contagiarsi che non passerà tanto facilmente.

Il secondo problema è quello della messa a norma dei locali: dovendo rispettare la distanza di un metro da un tavolo all’altro, i classici tavolini 80 per 80 risulteranno inadeguati e le sale molto piccole sono destinate a chiudere.

Per la voglia di fare molti piu’ coperti avendo la sala piccola nasceranno anche problemi coi clienti che devono lasciare i tavoli prima del solito e con le prenotazioni che diventeranno molto più complicate.

Un altro problema è dato oltre che dai costi aggiuntivi di materiale sanitario, igienizzanti e mascherine che saranno date in dotazione al personale del ristorante, anche dalla messa a norma degli impianti di aereazione dei locali, che porteranno sicuramente altri costi.

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